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Testimonianza

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santino madonna tempa

L’anno 1764, legato all’apparizione della Vergine della Tempa, a giudicare dai documenti a noi pervenuti, fu il più terribile nella storia centenaria del paese. L’arciprete del tempo, Don Antonio Curcio, spettatore impotente dell’immane sventura del popolo, col linguaggio distaccato del cronista, così parla della tremenda carestia del 1764 a San Rufo:

“Oh dolore! Che cosa veggo in questo anno 1764! Ecco i miseri concittadini abbandonati per le vie a causa della fame, giusto il detto del profeta Osea”: “Il Signore ti percuoterà col ferro e con la miseria ed i popoli saranno gettati sulle vie per la fame”. “Sono morte ben 177 persone, sepolte chi nella chiesa parrocchiale, chi nella chiesa di S. Michele Arcangelo fuori l’abitato, allontanati dalla chiesa parrocchiale per il fetore. Il frumento fu venduto sino a 7 ducati il moggio. Mancando il denaro non potevano comprare il pane, giacchè il frumento arrivava dai paesi della Basilicata ed ogni libbia di pane costava quattro assi. Mancando pure olio, vino e altri legumi, si cibavano di erbe per cui i miseri cittadini avevano la faccia e i piedi gonfi e il sangue si era cangiato loro in acqua. Per mancanza di vitalità perirono sulle piazze gridando: pane! Privi di sensi furono visti morire camminando. La fame fu tale che un giovane di Sicignano di 14 anni ammazzò tre ragazzi … e ne avrebbe uccisi di più se non fosse stato messo in carcere, dove morì”.

Il registro dei morti conferma la suddetta descrizione apocalittica. Così, i morti che nel 1740 furono 40 e 48 nel 1763, salirono a ben 189 nel 1764 (sei morti nel solo giorno dell’apparizione 14 giugno), scendendo successivamente alla media di 50 – 60 morti all’anno.

Nel ricordo dell’immane sventura del nostro popolo e del mirabile intervento di Maria, che dalla Tempa ha poi illuminato la storia religiosa del paese negli ultimi due secoli e mezzo, i sanrufesi vicini e lontani il 14 Giugno di ogni anno si riuniscono nel ringraziamento e nell’impetrazione.

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